"I RAGAZZI DELL'AXE" - Educazione dei meninos
de rua - Un'esperienza pedagogica in Brasile (Fabula edizione,
pagg. 229, € 8,60)
Questo volume uscito a San Paolo nel 2000, e in edizione
italiana nel 2004, è introdotto da uno scritto di Guido Clemente
(allora Direttore dell'Istituto di Cultura) che delinea un panorama della
realtà socio-politico-economica del Brasile.Segue un intervento del
fondatore e presidente dell'axé Cesare De Florio La Rocca che racconta
il suo sogno di riscatto dei bambini di strada e la fondazione del Progetto
per l'inserimento di questi bambini nella società. Questo progetto
è denominato axé, termine con cui il Candomblè di Bahia,
indica l'energia che permette a tutte le cose di esistere.
I principi su cui si basa tale progetto sono riassunti nella seguente dichiarazione
d'intenti: "L'Etica come vita ed esempio da offrire agli educandi,
l'Estetica come diritto fondamentale di tutti i bambini... Il triplice principio
in base al quale i bambini diventano Soggetti, il Desiderio come garanzia
di "essere vivi"; il Diritto che acquista maggior valore se continuamente
accompagnato dal concetto e dalla pratica del Dovere."
Tale elaborazione è ispirata al pensiero di Piaget, Freud, Jung e
Lacan, mediato dal maestro Paulo Freire. Il libro offre inoltre pagine dedicate
alle varie esperienze pedagogiche scritte da professionisti (sociologi,
educatori, psicologi, medici ed avvocati) che hanno contribuito alla realizzazione
del Progetto, realizzazione resa possibile dal rapporto con Terra Nuova,
ONG di Cooperazione Internazionale.
Il volume si chiude dando la parola ai bambini che narrano le loro esperienze
e le loro storie, le loro speranze.
La costruzione della cittadinanza nel Projeto Axé si fa a partire dalle piccole attenzioni, dalla formazione delle piccole abitudini di convivenza quotidiana, da un clima di positività, da attenzioni speciali e giornaliere verso tutti e verso ognuno. Si tratta di un investimento nella struttura della persona dell'allievo, costruendo e smantellando norme, vincoli e concetti. Si parte dalle piccole cose che sono proprie delle relazioni familiari, ma che sono negate a coloro che si trovano fuori dalla famiglia, o a coloro ai quali la miseria ha colpito la struttura della famiglia stessa e che per questo hanno perso tale sentimento di protezione, di appartenenza, di comfort, di luogo. La formazione di tale cittadino passa attraverso il processo di formazione dell'essere umano, riconosciuto sia da se stesso che dalla società. Aiutare gli allievi a elaborare un progetto di vita personale e sociale è la premessa basilare del progetto pedagogico.
Se è vero che l'idea di cittadinanza passa attraverso il concetto di individuo come membro della comunità umana con diritti e doveri personali universali, la pratica educativa allora, che per eccellenza mira all'integrazione in una comunità, costituisce uno strumento privilegiato per la concreta costruzione di questa cittadinanza.
Sorge qui il dato politico-filosofico: che cittadino si vuole formare?
Politicamente non ci dichiariamo neutri, abbiamo una visione trasformatrice della realtà, ivi compreso un mutamento sociale. È nostra aspirazione formare persone capaci di creare, insieme agli altri, l'ordine sociale in cui loro stessi desiderano vivere, agire e proteggere la dignità di tutti.
In Axé, la dimensione politica, discerne dal progresso pedagogico. Essa si manifesta in una forma propria come quei saperi – soprattutto etici ed estetici – sono costruiti e nel tipo di relazione che è generata, implicando i soggetti coinvolti, con responsabilità e compromessi che trascendono lo spazio educativo, cercando l'inserimento e l'accompagnamento di questi bambini e adolescenti all'interno del nucleo familiare, nella scuola e nella comunità nella sua forma più ampia.
Gli spazi educativi dell'Axé (Educazione di strada e Unità) sono luoghi privilegiati dello sviluppo del ludico, dell'immaginario, della creatività, dell'espressione simbolica dei desideri, paure, allegrie, fantasie, occasioni di forme di aggregazione, promuovendo l'accesso alle varie forme d'arte, alla cultura universale l'etica e l'estetica.
Nel Projeto Axé, la proposta pedagogica è orientata verso una concezione dell'allievo come soggetto del desiderio, di cognizione e di diritto. Queste tre dimensioni, distinte sul piano della teoria, si rivelano complementari e inscindibili sul piano della pratica pedagogica. Di fatto non si può pensare di offrire uno spazio di espressione del desiderio e dell'apprendimento se non si lavora nella prospettiva dell'inclusione dell'allievo in una società nella quale egli si possa riconoscere e sia riconosciuto come soggetto dalla sua costruzione.
Il progetto pedagogico considera le radici etniche di questi bambini in modo tale che percepiscano come il proprio percorso personale si articola con il processo storico sociale delle classi popolari. In questa direzione vengono analizzate le contraddizioni, gli antagonismi presenti in questi processi di incontro di razze, lingue e culture, cercando l'origine della nostra formazione in quanto cultura e popolo singolare. Utilizzando i differenti linguaggi e manifestazioni artistiche, si cerca stimolare, attraverso l'auto conoscenza e lo sviluppo dell'espressione di ciascuno.