La rivista "Bons Conselhos" ha intervistato il presidente del Progetto Axé, Cesare De Florio La Rocca sull'attività pedagogica svolta per il recupero di bambini e giovani di strada brasiliani. Riportiamo qui di seguito alcuni passi di questa intervista particolarmente interessanti
Bons Conselhos: Secondo lei, quale interventi sono necessari per inserire nella società i bambini ed adolescenti che hanno vissuto l'esperienza della vita di strada?
Cesare de Florio La Rocca: Veramente, nessuno può inserire nessuno, ciò che si deve creare è una struttura permanente per i bambini e gli adolescenti con un'esperienza di strada alle spalle, è stimolarli continuamente, con strumenti pedagogici adeguati, per sollecitarli a sognare e a desiderare. Il desiderio è l'unica prova che una persona è viva.
Bons Conselhos: Su che cosa si basa il concetto della Pedagogia del Desiderio? Concetto formulato da Lei e sviluppato dall'Axé?
Cesare de Florio La Rocca: E difficile sintetizzare una costruzione teorica come la Pedagogia del Desiderio. Ma posso affermare che l'Axé è stata costretta a battere alla porta della psicanalisi quando si è resa conto che i suoi bambini vomitavano sul viso degli educatori questa terribile frase: " io non ho nulla da perdere". A 10 12 anni non aver niente da perdere? Che cosa ha fatto questo paese con questi suoi figli? Dove è il sogno, dove è il desiderio di questi bambini? Freud e Jaques Lacan si dedicarono al tema del desiderio dell'essere umano.
Senza pensare a psicanalizzare educatori e educandi volevamo, però, offrire agli educatori gli strumenti per stimolare questi bambini a sognare e desiderare. Niente è meglio dell'Arte Cultura ed Estetica per questo stimolo permanente. Dopo qualche tempo gli stessi bambini che avevano pronunciato quella terribile frase ne dissero una estremamente positiva, durante una manifestazione artistica: "Perché non anche noi"? Arteducazione, vale a dire l'educazione all'Arte è il più utile supporto della Pedagogia del Desidero.
Bons Conselhos: Come si può ovviare alla contraddizione esistente tra le garanzie legali stabilite dalle leggi, come la Costituzione Federale, o l'Eca la LOAS e LDB e la realtà del Paese? Come lei valuta lo scenario di resistenza che ancora esiste riguardo all'attuazione dei diritti garantiti da questa legislazione?
Cesare de Florio La Rocca: La lotta per i diritti umani è una lotta che non può abbassare la guardia davanti alle difficoltà e alle reazioni negative della società. Cambiamenti della mentalità e costruzione di una nuova cultura sono processi lunghi e dolorosi. Il mutamento del panorama delle leggi in Brasile sta, sicuramente contribuendo a modificarne anche la mentalità. Ma i focolai di resistenza persistono e noi dobbiamo gestire questa contraddizione e non lasciare che c'indebolisca nella lotta. Dobbiamo sempre tener presente la dicotomia, la separazione tra il Brasile reale e il Brasile legale lottando per avvicinare quanto possibile queste due realtà.
Dobbiamo inoltre tenere presente che l'affermazione, "meninos de rua non hanno famiglia" non corrisponde a verità. Esiste sempre un riferimento familiare tra i bambini e i giovani che stanno nella strada. Dobbiamo considerare la famiglia allargata e non solo la famiglia nucleare. La madre sola, il fratello maggiore, la madrina, e perfino una vicina, possono essere punti di riferimento con i quali sarà possibile stabilire un'alleanza strategica a favore del bambino. Se vogliamo che il bambino sia un essere sempre desiderante, gli educatori, i familiari, i professori, i tutori che ne tutelano gli interessi devono essere, a loro volta, essi stessi persone costantemente desideranti.
Bons Conselhos: Nonostante siano istituzioni centrali nel sistema di Garanzia dei Diritti di bambini e adolescenti, Gli Organismi dei Diritti e i Tutori soffrono per una mancanza di investimenti, di strutture e di precarie condizioni di lavoro. Come ci si può occupare positivamente dei bambini, come si possono progettare politiche qualificate per questo pubblico se, molte volte, abbiamo personale poco motivato al lavoro, con carenze nella preparazione che nello stesso tempo deve occuparsi di una complessa realtà? La Pedagogia del Desiderio può contribuire in qualche forma a questo processo?
Cesare de Forio La Rocca: Vi è un'unica risposta: formazione permanente e continua. Persone che non sono motivate e che non possiedono un'adeguata preparazione non potranno essere, mai, utili alla causa. La formazione non è un peso per la persona qualificata, è un diritto per tutti i lavoratori.
Bons Conselhos: Il lavoro svolto dal Progetto Axé è un punto di riferimento per tutta la Bahia e per l'intero Paese. Esistono esempi di piccoli municipi che riescano a superare la mancanza di investimenti e di risorse sviluppando un lavoro che assomigli a quello che voi realizzate? Impegnando e integrando in maniera efficiente la partecipazione della società e del potere pubblico?
Cesare de Florio La Rocca: Axé ha scelto fin dall'inizio del suo percorso il cammino della formazione di altre figure, oltre ai suoi stessi educatori, con un'azione politico-pedagogico concreta, anziché moltiplicare il modello dell'Axé. Noi siamo un Progetto e desideriamo offrire al Potere pubblico una dimostrazione di efficacia e competenza. Non compete a noi risolvere la questione dei bambini esclusi di Salvador, della Stato di Bahia e del Brasile. Questo è compito del Potere Politico: solo a loro spetta di trasformare un progetto in una politica pubblica la cui caratteristica fondamentale è quella di avere cura di tutti i soggetti cui è rivolta.
Bons Conselhos: In questo momento esiste un movimento politico nel paese che sta discutendo del Diritto dei giovani. E stata creata una Commissione nel Congresso Nazionale per discutere delle politiche pubbliche della gioventù. Data la sua esperienza, qual è l'analisi sull'attuazione di progetti per la gioventù fatta da questo movimentò
Cesare de Florio La Rocca: Vedo con interesse e partecipo personalmente al movimento che discute dei diritti specifici dei giovani. Sono a favore della teoria e della pratica che riguardano la partecipazione dei giovani. Il che non esenta l'adulto dalla assumersi le responsabilità, ma permette ai giovani di esprimersi e rivelarsi. Ampi settori della società brasiliana hanno dichiarato che è indispensabile sentire il parere dei giovani prima di prendere una decisione che li riguarda. La scuola, le associazioni comunitarie, le chiese, i progetti educativi e soprattutto la famiglia deve essere lo spazio dove questo ascolto deve essere realizzato e privilegiato.
Bons Conselhos: Tenendo conto dei progressi e delle difficoltà affrontate, nel corso di questi ultimi due anni, per la diffusione e la difesa dei diritti delle nuove generazioni in Brasile, quali sono le sue aspettative? Che cosa spera per i prossimi due decenni?
Cesare de Florio La Rocca: Quando si arriva alla mia età e al numero di anni trascorsi in questa realtà, è difficile cullare i sogni e stimolare desideri. Ma la Speranza non può e non deve morire. Non si tratta di fare profezie o di predire il futuro. Si tratta solo di sperare che le nuove generazioni continuino la lotta iniziata perché i bambini brasiliani non siano condannati a vivere sulle strade e sulle piazze delle città di questo paese. Ho inoltre la speranza che tutti coloro che lavorano in questo campo siano convinti del fatto che, come ricordo alle mie compagne e ai miei compagni educatori, quando si lavora con i bambini si ha il dovere di essere e anarchici dell'immaginazione.
Metodologia
Obiettivi e motivazioni del Desiderio
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Nucleo Pedagogico
Nucleo di Apprendimento
Nucleo di Produzione